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L’illusione della Vera Fotografia

Vera Fotografia. Espressione utilizzata da un maestro come Gianni Berengo Gardin per indicare la post produzione digitale come processo che snatura la versa essenza della fotografia.

Non siamo nessuno per mettere in discussione le idee di un grande maestro, ma qualche riflessione nel merito siamo liberi di farla, magari lasciate anche le vostre considerazioni in modo da aprire un dibattito.

Per prima cosa questa idea nasce dal fatto che vi è una visione “purista” delle pellicola, come se il vecchio processo fosse immune dalla possibilità di ritocco dell’immagine. Questo concetto è basato su una logica conservatrice e nostalgica perché non tiene conto delle manipolazioni messe in atto nel passaggio da negativo a stampa.

Si sa che nella fotografia a pellicola l’immagina viene prima impressionata sul negativo che deve essere sviluppato in camera oscura e durante questo processo si prendono una serie di accorgimenti per decidere esposizione, contrasto e altre caratteristiche.

Un fatto che mal si concilia con la demonizzazione di Photoshop.

Sia chiaro: con Photoshop si possono fare delle fotografia pessime, conosciamo tutti i risultati scadenti dovuti all’eccesso di fotoritocco.

Si tratta di uno strumento e come tale va trattato. Essendo la post produzione parte integrante del processo fotografico, che sia digitale o meno poco cambia.

La fotografia digitale mantiene tutto il suo valore artistico. É solo il mezzo che si evolve.

Voi che ne pensate?

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Alessio Perigli

Alessio Perigli

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